{"id":137,"date":"2012-09-15T13:21:28","date_gmt":"2012-09-15T11:21:28","guid":{"rendered":"http:\/\/portosalvo.infor-media.dyndns.org\/?page_id=137"},"modified":"2014-01-25T12:40:37","modified_gmt":"2014-01-25T11:40:37","slug":"stato-della-parrocchia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/la-chiesa\/stato-della-parrocchia","title":{"rendered":"Stato della Parrocchia"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>STATO DELLA PARROCCHIA DELLA MARINA DI SIDERNO<\/strong><\/span><\/p>\n<ol start=\"1\">\n<li><a href=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-di-Siderno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-205\" title=\"Piantina di Siderno\" src=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-di-Siderno-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-di-Siderno-211x300.jpg 211w, https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-di-Siderno-721x1024.jpg 721w, https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-di-Siderno.jpg 845w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a>Numero delle anime 2500.<\/li>\n<li>II Titolo della suddetta Parrocchia \u00e9 di Santa Maria di Portosalvo.<\/li>\n<li>La Congrua della stessa nel principio di sua istituzione fu fissata nello stato discusso di questo Comune per ducati 100. Adesso il Consiglio Municipale considerando che il Comune di Siderno \u00e8 povero, cos\u00ec detta congrua fu stabilita a ducati sessanta 60 annui.<\/li>\n<li>La succennata Parrocchia non ha alcun altro cespite di rendita n\u00e9 in fondi rustici, n\u00e9 urbani.<\/li>\n<li>II mantenimento della Chiesa, cera, olio, sagrestano, etc. dipende dalla carit\u00e0 ed elemosina de&#8217; fedeli. Niente pi\u00f9, niente meno.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fatto oggi l\u00ec 27 luglio 1862<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Giuseppe Sarroino Economo Curato<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">Relazione stringata, come si vede, ma conforme ad una condizione economica molto stretta. Crescevano, invece, la qualit\u00e0 delle manife\u00adstazioni culturali e la venerazione verso la Beatissima Vergine, alla quale s\u00ec riconoscevano, di giorno in giorno, attenzioni particolari in favore del popolo sidernese ed interventi prodigiosi. Alla sua benevo\u00adlenza veniva attribuita, in maniera specifica, la tutela del paese dall&#8217;e\u00adpidemia di colera del 1866-67, e di ci\u00f2 \u00e8 possibile cogliere l&#8217;eco addirit\u00adtura nei versi del contemporaneo poeta dialettale locrese Cola Napoli:<em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Puru Siderni s&#8217;ha portatu beni<\/em><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em><\/em><em>Di Portusarvu la Meraculusa,<\/em><em><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em><\/em><em>Ca lu primu postu nta lu celu teni.<\/em><\/p>\n<p>Intanto, a reggere la chiesa era stato chiamato, il 14 maggio 1862, con il titolo di economo, don Giuseppe Sarroino. Questi fu nominato parroco il 19 marzo 187442 e resse la parrocchia fino alla morte, avvenuta il 3-8-1886, a 66 anni. L&#8217; 11 dicembre di quell&#8217;anno, a succedergli, fu trasferito da Mam\u00admola il parroco della B.M.V. del Carmelo, don Nicodemo Ferrari. Nel 1882 si erano assunte le prime iniziative per la costituzione di una confraternita intitolata alla Titolare della parrocchia.<br \/>\nE&#8217; il caso, a questo punto, di tornare sull&#8217;altro grosso problema della Marina, quello della costruzione di una nuova e pi\u00f9 capiente chiesa.<\/p>\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 detto delle intenzioni proclamate a pi\u00f9 riprese, sia da parte laica che da parte ecclesiastica, nei decenni precedenti. Sappiamo anche che era stato scelto un suolo &#8220;nel fondo attualmente [1857] posseduto dal Cav. D. Giovanbattista Correale&#8221; e che una sottoscrizione aperta nel 1857 aveva fruttato impegni precisi per 660 ducati. Di concreto, per\u00f2, non si era fatto niente. Il problema fu risollevato a partire dal 1870 e tutta una serie di deliberazioni e documenti vari \u00e8 negli archivi a testimoniare come sembra che da sempre qualcuno o qualcosa cinicamente si diverta a ren\u00addere oltremodo difficoltosa la realizzazione delle opere pubbliche nel nostro paese. Ricordo, tanto per citare, le deliberazioni consiliari del 28-4-1870, del 5-5-1874, del 2-5-1878, del 9-2-1891, dell&#8217;11-11-1897, del 22-12-1898: in tutte si riconosce l&#8217;inderogabilit\u00e0 della nuova costruzione; si for\u00admano commissioni; si acquisiscono pareri; si scelgono suoli; si cede, per\u00f2, anche alla demagogia (come quando, sotto la spinta dei muratori che chie\u00addono lavoro, e su proposta del consigliere Giuseppe Romano &#8211; quello a cui bisogna in buona parte attribuire il &#8220;merito&#8221; della demolizione dell&#8217;antica torre di guardia &#8211; si distraggono i fondi gi\u00e0 accantonati per la costruzione della chiesa parrocchiale e li si utilizzano per completare la chiesa del Carmine) e si discute &#8211; ancora &#8211; se sia meglio ampliare la vecchia chiesa o costruirne una nuova. Il momento buono sembr\u00f2 arrivato allo spirare del secolo. Il 2 marzo del 1899 il Consiglio Comunale diede il parere definitivo per costruire la nuova chiesa (che sarebbe stata intitolata al SS. Redentore, &#8220;dal nuovo secolo a Lui dedicato&#8221;) nella piazza del Popolo (alle spalle dell&#8217;attuale Palazzo Municipale), e la prima pietra fu benedetta dal vescovo Mangeruva il 5 luglio 1900, ma i lavori di costruzione furono interrotti appena qualche mese dopo l&#8217;inizio, per non essere mai pi\u00f9 ripresi; si ha anzi notizia che nel 1903 ci si era di nuovo orientati ad ampliare la ad ampliare la vec\u00adchia chiesa. Alcuni avvenimenti verif\u00eccatisi nei primi anni del nostro secolo pu\u00f2 darsi che abbiano in qualche modo contribuito a ritardare ulteriormente la soluzione del problema: in primo luogo, la lunga lite seguita alla decisione dell&#8217;Amministrazione Comunale (28-4-1901) di non versare pi\u00f9 la con\u00adgrua; poi, la traslazione da Siderno Superiore alla Marina della parroc\u00adchia di S. Maria dell&#8217;Arco (gennaio 1909). Per quest&#8217;ultimo fatto, la chiesa di Portosalvo divenne matrice ed il suo parroco ebbe il titolo di arciprete, ma tutto ci\u00f2 non valse davvero ad affrettare la soluzione dell&#8217;annoso pro\u00adblema in discussione, n\u00e9, a causa degli eventi bellici ben noti, fu pi\u00f9 favo\u00adrevole l&#8217;epoca successiva.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Progetto-Bruni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-208\" title=\"Progetto Bruni\" src=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Progetto-Bruni-300x256.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"215\" \/><\/a>Nel 1919 l&#8217;arciprete Ferrari si dimise per motivi di salute e fu chia\u00admato a succedergli monsignor Vincenzo Raschell\u00e0 (27-10-1920), il quale mise il problema della chiesa al primo posto del suo programma di lavoro e non esit\u00f2 ad usare toni da crociata per sollecitarne la soluzione. <em>Dio lo vuole, <\/em>\u00e8, infatti, intitolato l&#8217;appello da lui diffuso nell&#8217;ottava della festa del 1920, un appello vigoroso e sostenuto da fiducia, inteso a far riprendere i lavori interrotti in piazza del Popolo. Ma su quel suolo si stava gi\u00e0 pensando di costruire qualche altra cosa. Fu cos\u00ec che, su inizia\u00adtiva dell&#8217;ex sindaco Pietro Campoliti, fu rispolverato il vecchio proposito di costruire la nuova chiesa sullo stesso suolo della vecchia (considerata in condizioni precarie il 18 gennaio 1923 in una relazione del Genio Civile). Il progetto, redatto dall&#8217;ing. Pietro Bruni dell&#8217;Ente Edilizio di Reggio Cala\u00adbria, fu approvato dal Ministero dei LL.PP. il 16 novembre 1923. Neppure con tale progetto si pass\u00f2 alla fase esecutiva, anzi, avendo nuovamente deciso &#8211; tra vivaci polemiche &#8211;<a href=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Progetto-Foderaro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-209\" title=\"Progetto Foderaro\" src=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Progetto-Foderaro-300x264.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Progetto-Foderaro-300x264.jpg 300w, https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Progetto-Foderaro.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/a> per una costruzione <em>exnovo <\/em>e pi\u00f9 grande, ci si indirizz\u00f2 sul sito attuale, ma fu necessario redigere un nuovo progetto, che fu affidato all&#8217;ing. Giuseppe Foderaro.<br \/>\nSuperati i moltissimi ostacoli che giorno dopo giorno incredibilmente si presentavano, finalmente, il 14 agosto 1929, la ditta Benvenuto (poi sostituita dalla ditta Polverari) apr\u00ec il cantiere e diede inizio ai lavori, che, per\u00f2, procedettero tra polemiche sempre pi\u00f9 roventi e con una tale len\u00adtezza che il 15 maggio 1934 mons. Raschell\u00e0 ritenne di convocare una pubblica assemblea per fare il punto della situazione.<\/p>\n<p>Nella relazione ivi tenuta, l&#8217;arciprete si difese prima di tutto dalle accuse che gli venivano rivolte di essere lui a ritardare l&#8217;esecuzione dei lavori per la pretesa di introdurre modifiche in corso d&#8217;opera, nel tentativo di ampliare il progetto iniziale<strong> <\/strong>con la costruzione dell&#8217;abside, l&#8217;innalzamento della cupola, l&#8217;apertura di una cappella laterale . . . Tali responsabilit\u00e0 venivano da lui accettate: egli &#8211; a suo dire &#8211; interferiva con buone inten\u00adzioni, per far sorgere il tempio pi\u00f9 grande e pi\u00f9 maestoso, ma &#8211; sempre a suo dire &#8211; i ritardi erano da addebitare all&#8217;inefficienza della ditta appalta-trice ed al direttore dei lavori, sempre assente.<br \/>\nNeppure le sollecitazioni nate dall&#8217;assemblea, in una situazione resa pi\u00f9 precaria dagli avvenimenti politici e militari incombenti, produssero l&#8217;ultimazione dei lavori. La costruzione della chiesa, seppure posta in cima ai suoi pensieri, non aveva costituito l&#8217;unico obiettivo del programma del battagliero arci\u00adprete, n\u00e9 ne aveva assorbito tutte le energie. Monsignor Raschell\u00e0 acca\u00adrezzava il segreto pensiero di ottenere per la sua chiesa il titolo di santuario: da qui la cura e l&#8217;attenzione a creare le condizioni favorevoli per il soddisfacimento di tale aspirazione. E&#8217; anche questo aspetto che bisogna &#8220;leggere&#8221; nella solenne manifestazione della <em>Pontif\u00eccia Incoronazione della Immagine di Maria SS. di Portosalvo, <\/em>celebrata, l&#8217;8 settembre 1923, tra una folla incontenibile e plaudente, con l&#8217;intervento di mons. G.B. Chiappe, vescovo diocesano, assistito dai confratelli di Bova, mons. A. Taccone, e di Squillace, mons. A. Melomo, e da mons. G. Mittiga, abate di Polsi. Nella stessa circostanza fu celebrato un notevole Congresso Eucaristico &#8211; Mariano e fu fondato il Bollettino parrocchiale, unico, nella nostra diocesi, a vivere una vita ininterrotta di pi\u00f9 di sessanta anni. Fu cos\u00ec che, in diversi tempi, furono offerti o comunque acquisiti:<\/p>\n<ul>\n<li>dei candelabri in bronzo dorato (dono di Giuseppe Balzamo);<\/li>\n<li>una croce romana (dono di Gaudenzio Giacon);<\/li>\n<li>un ostensorio &#8220;di stile bizantino&#8221; (dono di Giuseppina Bello);<\/li>\n<li>una pisside d&#8217;argento (dono di Gina Macedonio);<\/li>\n<li>i quadri della <em>Via Crucis <\/em>(artistica riproduzione della <em>Via Crucis <\/em>di casa Alinari di Firenze, del Tiepolo; dono di Nicola Albanese);<\/li>\n<li>l&#8217;altare centrale (dono della famiglia Campoliti Corigliano);<\/li>\n<li>la balaustra della navata centrale (dono di Vincenzo Macedonio);<\/li>\n<li>il pulpito marmoreo (dono di Carlo Caricari e di fedeli emigrati negli Stati Uniti) ;<\/li>\n<li>il fonte battesimale (dono di Giuseppe Errigo) ;<\/li>\n<li>le acquasantiere (dono dei coniugi Letizia) ;<\/li>\n<li>le croci della consacrazione (dono di Giovannina e Domenico Correale Santacroce) ;<\/li>\n<li>quattro nuove campane;<\/li>\n<li>un quadro di S. Giuseppe (copia da G. Reni, eseguita a Torino da E. Mastromatteo; dono di Giuseppe Abbruzzini);<\/li>\n<li>la porta centrale ed una laterale (dono di Teresa Roccisano).<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Nuova-costruzione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-212\" title=\"Nuova costruzione\" src=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Nuova-costruzione-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Nuova-costruzione-300x204.jpg 300w, https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Nuova-costruzione.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Si trattava di un corredo &#8211; come si pu\u00f2 intuire ed in gran parte ancora oggi osservare &#8211; molto dignitoso, scelto con gusto e &#8211; soprattutto &#8211; offerto con viva devozione. Purtroppo, era l&#8217;edificio destinato ad accoglierlo che tardava ad essere ultimato, senza ragioni comprensibili. Meno di tutti accettava di comprendere l&#8217;arciprete Raschell\u00e0, il quale, constatata l&#8217;inuti\u00adlit\u00e0 delle proteste verbali, decise finalmente, di passare ai fatti. Fu cos\u00ec che, &#8220;procuratasi&#8221; un&#8217;ordinanza municipale (15 luglio 1944 Sindaco A. De Leo) che dichiarava inagibile e pericolosa la vecchia chiesa, il 20 luglio 1944 egli &#8220;occup\u00f2&#8221; il non ancora ultimato edificio della nuova chiesa, trasferendovisi con stole e candele ed adibendolo immediatamente al culto divino.<br \/>\nFu un&#8217;iniziativa coraggiosa, probabilmente l&#8217;unica utile a sbloccare definitivamente la situazione. E&#8217; vero che alcune parti della chiesa, appena abbozzate &#8211; quali il campanile e la cupola &#8211; ed allora coperte prov\u00advisoriamente, non saranno mai pi\u00f9 ultimate, ma \u00e8 anche vero che in tal modo la chiesa pot\u00e8 finalmente incominciare ad essere frequentata e, nel tempo, essere portata alle condizioni attuali, abbastanza dignitose.<br \/>\nE la vecchia chiesa? Essa, dopo aver ospitato per almeno tre secoli i fatti salienti della vita della nostra Marina, si prest\u00f2 a rendere, con somma umilt\u00e0 e modestia, ancora un servizio ai Sidernesi, diventando &#8220;cava&#8221; di tutto il materiale utilizzabile per la nuova chiesa. Ridotta, infine, a puro scheletro, ne fu ordinata la definitiva demolizione, pietosamente comple\u00adtata tra la fine del 1945 ed i primi giorni del 1946. Dov&#8217;erano i suoi muri, fu disegnata una piazzetta, al centro della quale, nel 1959, fu innalzata, a ricordo, una bianca colonna di marmo con una statua della Madonna e la seguente iscrizione:<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000;\"><em><strong>I SIDERNESI RICORDANO<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000;\"><em><strong>QUESTO LUOGO SACRO<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000;\"><em><strong>DOVE SORSE LA PRIMA<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000;\"><em><strong>CHIESA PARROCCHIALE<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">\u00a9 <strong><em>A cura del Prof. Enzo D&#8217;Agostino<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STATO DELLA PARROCCHIA DELLA MARINA DI SIDERNO Numero delle anime 2500. II Titolo della suddetta Parrocchia \u00e9 di Santa Maria di Portosalvo. La Congrua della stessa nel principio di sua istituzione fu fissata nello stato discusso di questo Comune per ducati 100. Adesso il Consiglio Municipale considerando che il Comune di Siderno \u00e8 povero, cos\u00ec [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"parent":1408,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137"}],"collection":[{"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=137"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1411,"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137\/revisions\/1411"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}