{"id":134,"date":"2012-09-15T13:17:40","date_gmt":"2012-09-15T11:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/portosalvo.infor-media.dyndns.org\/?page_id=134"},"modified":"2014-01-25T12:51:54","modified_gmt":"2014-01-25T11:51:54","slug":"chiesa-antica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/portosalvosiderno.it\/index.php\/la-chiesa\/chiesa-antica","title":{"rendered":"Chiesa antica"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:worddocument>\n<w:view>Normal<\/w:view>\n<w:zoom>0<\/w:zoom>\n<w:hyphenationzone>14<\/w:hyphenationzone>\n<w:punctuationkerning><\/w:punctuationkerning>\n<w:validateagainstschemas><\/w:validateagainstschemas>\n<w:saveifxmlinvalid>false<\/w:saveifxmlinvalid>\n<w:ignoremixedcontent>false<\/w:ignoremixedcontent>\n<w:alwaysshowplaceholdertext>false<\/w:alwaysshowplaceholdertext>\n<w:compatibility>\n<w:breakwrappedtables><\/w:breakwrappedtables>\n<w:snaptogridincell><\/w:snaptogridincell>\n<w:wraptextwithpunct><\/w:wraptextwithpunct>\n<w:useasianbreakrules><\/w:useasianbreakrules>\n<w:dontgrowautofit><\/w:dontgrowautofit>\n<\/w:compatibility>\n<w:browserlevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:browserlevel>\n<\/w:worddocument>\n<\/xml>< ![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:latentstyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"156\">\n<\/w:latentstyles>\n<\/xml>< ![endif]--><!--[if !mso]><object classid=\"clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D\" id=ieooui><\/object>\n\n\n\n<style>\nst1:*{behavior:url(#ieooui) }\n<\/style>\n\n< ![endif]--><!--[if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n\/* Style Definitions *\/\ntable.MsoNormalTable\n{mso-style-name:\"Tabella normale\";\nmso-tstyle-rowband-size:0;\nmso-tstyle-colband-size:0;\nmso-style-noshow:yes;\nmso-style-parent:\"\";\nmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\nmso-para-margin:0cm;\nmso-para-margin-bottom:.0001pt;\nmso-pagination:widow-orphan;\nfont-size:10.0pt;\nfont-family:\"Times New Roman\";\nmso-ansi-language:#0400;\nmso-fareast-language:#0400;\nmso-bidi-language:#0400;}\n<\/style>\n\n< ![endif]--><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><strong>L&#8217;ANTICA CHIESA SANTA MARIA DI PORTOSALVO<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>II 22 ottobre 1671, dovendosi trasportare a Roma gli effetti personali del dimissionario vescovo geracese Vincenzo Vincentino, viene noleg\u00adgiata a Messina (ma il contratto fu firmato a Gerace, con atto pubblico rogato dal notaio Mario Gualtieri) la barca &#8220;Santa Maria di Portosalvo&#8221;, di padron Placido Romano.<br \/>\nIl fatto conferma l&#8217;esistenza di rapporti commerciali e di affari anche tra la nostra zona e Messina, e suggerisce che l&#8217;approdo della barca di padron Romano alle nostre spiagge potesse non essere episodico. Se tale ipotesi fosse tollerata, si potrebbe conseguentemente immaginare che fosse stata fondata proprio dalla ciurma di padron Romano la chiesa intito\u00adlata a S.M. di Portosalvo che fra poco vedremo documentata sulla spiaggia di Siderno, accanto all&#8217;antica torre di guardia, almeno nell&#8217;ultimo quarto del XVII secolo, singolarmente coeva alla frequentazione dell&#8217;omonima barca messinese.<br \/>\nTale affascinante accostamento \u00e8 forse arbitrario, ma deve essere proposto se &#8211; come far\u00f2 fra poco &#8211; potr\u00f2 appunto retrodatare di circa 80 anni (avvicinandomi cos\u00ec sensibilmente al 1671) le notizie pi\u00f9 antiche che abbiamo della nostra chiesa.<a href=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Chiesa-antica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-192\" title=\"Chiesa antica\" src=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Chiesa-antica-300x193.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Chiesa-antica-300x193.jpg 300w, https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Chiesa-antica-1024x661.jpg 1024w, https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Chiesa-antica.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Finora, giurando sull&#8217;autorevolezza di monsignor Antonio Oppedisano, si \u00e8 sempre ripetuto che le pi\u00f9 \u00a0 antiche menzioni della nostra chiesa non oltrepassavano la met\u00e0 del XVIII secolo; anzi, il Nostro assicurava che &#8220;ha dovuto essere fondata dopo il 1755 perch\u00e9 non risulta dagli atti di S. Visita del \u00a0vescovo Rossi&#8221;. Egli riferiva anche che &#8220;in tempi antichi, prima che sorgesse la chiesa, (. . .) sulla spiaggia di Siderno sorgeva una cappelletta dedicata a Maria SS. di Portosalvo. Era stata eretta dai marinai, presso la vecchia torre.<\/p>\n<p>L&#8217;Oppedisano non cita la fonte delle sue informazioni, e pertanto non \u00e8 possibile valutarne l&#8217;attendibilit\u00e0, ma ritengo che la successione &#8220;cap\u00adpelletta&#8221; &#8211; &#8220;chiesa&#8221; non debba essere presa in considerazione, sia perch\u00e9 liturgicamente irrilevante, sia perch\u00e9 &#8211; come vedremo subito &#8211; in effetti la prima affermazione del Nostro \u00e8 errata, l&#8217;esistenza della chiesa essendo menzionata proprio negli atti dai quali egli la esclude, cio\u00e8 nel verbale della prima S. Visita di Cesare Rossi alla diocesi. Ivi, sotto la data del 31 (sic) novembre 1750 si legge che il vescovo Rossi, di ritorno da Grotteria, passa dalla Marina di Siderno e, &#8221; equo desidiens, visitavit ecclesiam, quae prope littus maris erecta est&#8221;.<\/p>\n<p>Si tratta proprio della nostra chiesa, ma, purtroppo, il foglio destinato ad accogliere il verbale della visita \u00e8 desola\u00adtamente bianco, con la sola intestazione &#8220;De maritima Ecclesia S. Mariae vulgo de Portu Salvo&#8221;. E&#8217; una lacuna gravissima: infatti, se avesse steso il verbale, il vescovo Rossi, come sua abitudine, ci avrebbe lasciato la descri\u00adzione dell&#8217;edificio cultuale, ed avrebbe trascritto tutte le notizie storiche all&#8217;epoca disponibili. Quanto resta, tuttavia, documenta l&#8217;esistenza della chiesa gi\u00e0 nel 1750 e smentisce che &#8220;ha dovuto essere fondata dopo il 1755 &#8220;. A questo punto, per\u00f2, bisogna prendere in seria considerazione un altro interessantissimo documento, finora mai messo in relazione con la nostra chiesa. Si tratta di una delle campane della chiesa di S.M. dell&#8217;Arco di Siderno Superiore, che reca la seguente iscrizione:<\/p>\n<p align=\"center\">1693<br \/>\n+ S. M HIA DI PORTO<br \/>\nSALVO ORA PRO NOBIS<br \/>\nPER DEVOTIONE DI<br \/>\nGIOSEPPE CORSARO<\/p>\n<p>Che tale campana potesse essere appartenuta alla chiesa della Marina l&#8217;avevo sospettato fin da quando ero venuto a conoscenza dell&#8217;i\u00adscrizione6, anche se appariva estremamente difficile accertare le circo\u00adstanze dell&#8217;evidente trasferimento. Invece, l&#8217;istanza che segue, da me ritrovata nell&#8217;Archivio di Stato di Reggio Calabria, svela finalmente il &#8220;mistero&#8221;.<\/p>\n<p>Eccone il testo:<br \/>\nA Sua Eccellenza<br \/>\nII Sign. Intendente della Provincia di Reggio. Eccellenza.<br \/>\nGli abitanti della Marina di Siderno espongono, che la di loro curata chiesa sotto il titolo di S. Maria di Portosalvo ne aveva una campana di propriet\u00e0 di detta chiesa, fatta da cento, e pi\u00f9 anni per uso delle Sacre funzioni, come il tutto ritrovasi dall&#8217;i\u00adscrizione incisa in detta campana. Intanto l&#8217;Arciprete di Siderno abusando, sono circa otto anni, che priv\u00f2 questa popo\u00adlazione di una tal campana avendola trasferito in Siderno per uso della sua chiesa. Or siccome una tal campana \u00e8 di somma necessit\u00e0 a questa Chiesa per essersi di molto aumentata que\u00adsta sottocomune, e pure perch\u00e9 per dritto si appartiene, perci\u00f2 ricorrono alla giustizia dell&#8217;E.S. onde Ella ordinasse, che la pre\u00addetta campana fosse restituita alla suddetta Chiesa di Porto-salvo.<br \/>\nE l&#8217;avranno \u00e0 grazia, come dal Cielo.<br \/>\nVincenzo Audino Ec. curato di detta Chiesa &#8211; Fortunato Macr\u00ec &#8211; Nunziato Polimeni &#8211; Domenico Congiusta &#8211; Antonio Rispoli -Francesco Audino &#8211; Gaetano Maresca &#8211; Giuseppe Macr\u00ec -Domenico Romeo &#8211; Tommaso Fassano (?) &#8211; Antonio Savarese -Vincenzo Galluccio &#8211; Vincenzo Romeo &#8211; Rocco Oppedisano -Carlo Macr\u00ec.<\/p>\n<p>Che la campana reclamata fosse quella che ora si trova sul campanile di S.M. dell&#8217;Arco mi pare che non possa essere messo in dubbio. A me, in veri\u00adt\u00e0, ci\u00f2 sembra del tutto indiscutibile e pertanto mi \u00e8 possibile affermare che la nostra chiesa esisteva gi\u00e0 almeno nel 1693, data che, come si vede, \u00e8 abbastanza vicina a quella del rogito citato all&#8217;inizio, che documenta la frequentazione del nostro litorale nel XVII secolo da parte di marinai sici\u00adliani devoti della Madonna di Portosalvo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Antica-immagine.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-195\" title=\"Antica immagine\" src=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Antica-immagine-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Antica-immagine-193x300.jpg 193w, https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Antica-immagine.jpg 516w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>A Messina, il culto a Maria SS. di Portosalvo risale, secondo il Samperi, almeno al XV secolo; in Calabria, anzi nella Calabria jonico-reggina, esso \u00e8 documentato agli inizi del &#8216;600 a Reggio e nel 1637 a Melito Porto Salvo.<br \/>\nCome ben si vede, niente si oppone a che anche sulla spiaggia di Siderno possa essere stata eretta una chiesa intitolata a S.M. di Portosalvo nel corso del XVII secolo. Si trattava di una chiesa senza cura d&#8217;anime, &#8220;custodita &#8211; scrive l&#8217;Oppedisano &#8211; da due eremiti&#8221;. Anche di tale notizia viene omessa la fonte, e non si sa che valore attribuirle. Certo, della chiesa si servivano i conta\u00addini delle campagne circostanti e gli abitanti delle poche case che gi\u00e0 nel XVII &#8211; XVIII secolo erano costruite all&#8217;ombra e sotto la protezione militare della torre di guardia. Vi si celebrava ovviamente la messa almeno festiva e, di tanto in tanto, qualche rito nuziale. Francesco Prati, uno degli storici di Siderno, afferma di aver letto, registrato nell&#8217;apposito libro della chiesa arcipretale di Siderno Superiore (nella cui giurisdizione ricadeva la Marina), l&#8217;atto del matrimonio tra Francesco De Nicola e Cecilia Misuraca, cele\u00adbrato nella chiesetta della Marina il 5 febbraio 1770. Quel registro \u00e8 attualmente irreperibile, ma non c&#8217;\u00e8 ragione di dubitare dell&#8217;afferma\u00adzione del Prati. Dalla seconda met\u00e0 del Settecento, d&#8217;altra parte, si inco\u00adminciano ad avere notizie pi\u00f9 circostanziate, tali da consentirci di ricostruire con una certa attendibilit\u00e0 le tappe di crescita della nostra cittadina e della chiesa. Di questa, anzi, redatto il 30 luglio 1784 per la Cassa Sacra, possediamo l&#8217;inventario dei beni, dal quale risulta che essa dispo\u00adneva, a quella epoca, di un capitale liquido di 75 ducati, dato in censo ad otto persone all&#8217;interesse del 5%, e di 5 piccole costruzioni (&#8220;celle&#8221;), site intorno o contigue alla chiesa, affittate per complessivi 8 ducati. Nella stessa chiesa sembra ci fosse, poi, la cappella di S. Lucia, che possedeva 13 gelsi nelle contrade Campo e Casanova, tomolate 3 1\/2 di terreno coltivato a vigna nelle contrade Tamburo e Fronzato (dato in colonia) e 5 censi. Il <em>boom <\/em>demografico della Marina di Siderno \u00e8 legato alle conse\u00adguenze del disastroso terremoto che sconvolse la Calabria reggina nel 1783. Da quel sisma l&#8217;antico centro di Siderno Superiore ricevette danni notevoli, tali che molti di quegli abitanti decisero di trasferire la propria residenza nella pi\u00f9 sicura Marina. Nel volgere di qualche mese vi si rac\u00adcolsero circa 300 abitanti, tanti che il vescovo geracese dell&#8217;epoca, Pietro Domenico Scoppa, seriamente preoccupato delle loro necessit\u00e0 spirituali, il 14 febbraio 1786 nomin\u00f2 un economo curato residenziale, don Leonardo Trento, con le facolt\u00e0 di celebrare la messa e di confessare i fedeli nella chiesetta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-ottocentesca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-197\" title=\"Piantina ottocentesca\" src=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-ottocentesca-217x300.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-ottocentesca-217x300.jpg 217w, https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Piantina-ottocentesca.jpg 653w\" sizes=\"(max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/a>Naturalmente, l&#8217;espansione demografica (nel 1802 gli abitanti si erano pi\u00f9 che raddoppiati) mise in evidenza l&#8217;insufficiente capienza della antica chiesetta, e se ne dovette progettare l&#8217;ampliamento. I lavori furono eseguiti (o completati, non si sa bene) nel 1808\/09 e l&#8217;edif\u00eccio sacro assunse l&#8217;aspetto che avrebbe poi mantenuto fino alla sua totale demolizione, nel 1945\/46, a tre navate, tre ingressi frontali, una bella cupola sul presbiterio, un grazioso campanile a vela. All&#8217;interno, stucchi e lavori vari di maestranze serresi e tre altari: ai lati quelli del SS. Sacramento di S. Francesco di Paola, al centro l&#8217;altare maggiore, nel cui fastigio continu\u00f2 a trovare posto un&#8217;antica tela raffigurante la titolare della chiesa e futura patrona di Siderno, Maria SS. di Portosalvo. Crescendo il paese, si affacciarono nuovi problemi ed esigenze.<\/p>\n<p>La Marina di Siderno, gi\u00e0 in precedenza nodo commerciale marittimo verso le valli del Torbido e del Novito ed i grossi centri ivi dislocati, si svilupp\u00f2 in una maniera sorprendente: &#8220;Questa [Marina] &#8211; scrive M. Macr\u00ec, che pub\u00adblic\u00f2 la sua <em>Sidernograf\u00eca <\/em>nel 1824 &#8211; da che han fissato in essa la residenza gl&#8217;impiegati della Regia Dogana di Gerace, \u00e8 divenuta l&#8217;emporio di quasi tutta la provincia. I comodi, che quivi si ritrovano e di magazzini e di abita\u00adzioni, richiamano da ogni parte i commercianti. E per conseguente, di con\u00adtinuo veggionsi delle immissioni di vettovaglie, e d&#8217;altri vari generi, che si diraman poscia ne&#8217; paesi interni. Sono anche frequenti perci\u00f2 l&#8217;estrazioni d&#8217;olio, di vino, di fichi, di seta e d&#8217;altre derrate indigene. Notisi, che in tempo d&#8217;inverno quel naufragoso golfo sidernate in poche ore diventa un caos di flutti spumanti; talch\u00e9 i legni procedenti da Grecia, e dal Mare Adriatico, sopraffatti da venti contrari, bene spesso ivi ne&#8217; tempi andati naufragarono. Fassi col\u00e0, in vigor di real decreto de&#8217; 18 agosto 1819, dal d\u00ec 3 agli 8 settembre di ciascun anno una gran fiera; celebrandosi la festa della Madonna di Portosalvo, titolo di quella chiesa a tre navate. Sonovi gi\u00e0 ivi stabiliti con fondachi alcuni mercanti amalfitani e siciliani&#8221;.<br \/>\nDal 1819, dunque, incominci\u00f2 a svolgersi la fiera, famosa e frequenta-tissima fino a qualche decennio fa. Essa era aspetto essenziale della festa che annualmente veniva organizzata in onore della Patrona, della quale, nello stesso 1819, in sostituzione dell&#8217;antico (e non pi\u00f9 esistente) quadro, fu commissionata a Napoli la bella statua lignea che i fedeli continuano tuttora a venerare. Il continuo progresso della Marina incominci\u00f2 a proporre il problema dell&#8217;istituzione della parrocchia. Per quanto se ne sa, il primo vescovo ad inserire tale proposito nel proprio piano pastorale fu Giuseppe Maria Pellicano, che resse la cattedra dal 1818 al 1833. La documentazione di tale intenzione emerge non solo dalle triennali relazioni <em>ad limina Apostolo-rum&#8217;, <\/em>ma anche dalle carte che si leggono nella pratica aperta presso le autorit\u00e0 civili con la richiesta di trasferire alla Marina una delle parrocchie di Siderno Superiore. La parrocchia da &#8220;sacrificare&#8221; sembrava dovesse essere quella della SS. Annunziata, ma non se ne fece nulla, quasi certa\u00admente per le reazioni di quei parrocchiani. Intanto, come s&#8217;\u00e8 detto, a don Leonardo Trento era succeduto, verso la fine del secolo, un altro economo, don Giuseppe Giacomo Macr\u00ec, al quale ben presto (verso il 1819) si aggiunse, come coadiutore, don Vincenzo Audino. Nel 1826 il Macr\u00ec chiese l&#8217;adeguamento dei mezzi di sostentamento. Evidentemente perch\u00e9 ne ebbe risposta negativa, o anche per altri motivi pi\u00f9 personali, verso il 1830, egli se ne and\u00f2 a Salerno e l&#8217;Audino divenne economo curato provvisorio. Ma si trattava, per l&#8217;Audino (che, con il Macr\u00ec, dal punto di vista economico, aveva goduto soltanto di riconoscimenti occasionali, graziosi ed aleatori), di una soluzione molto precaria, considerate anche le crescenti necessit\u00e0 del paese.<\/p>\n<p>Se ne rese conto il vescovo Perrone (1834-1852), il quale, con propria bolla del 20 marzo 1835, considerati i meriti dell&#8217;Audino, decise di nominarlo economo curato stabi\u00adle, conferendogli le facolt\u00e0 proprie degli economi curati ed assegnandogli lo stipendio annuo di 36 ducati (a carico del Comune), oltre ai diritti nascenti dalla gestione della chiesa. Soltanto i matrimoni (ma le pubblicazioni si sarebbero sempre fatte nella chiesa di Portosalvo per ovvi motivi di pubblicit\u00e0) continuavano ad essere di pertinenza dell&#8217;arciprete di Siderno Superiore, ricadendo la Marina sotto quella giurisdizione parroc\u00adchiale. Tutto ci\u00f2 veniva pastoralmente e canonicamente sostenuto con la doverosa considerazione delle aumentate esigenze della popolazione della Marina, che cresceva vistosamente di anno in anno (grazie anche all&#8217;apporto di non pochi mercanti qui stabilitisi per motivi di commercio), e che, per di pi\u00f9, si disperdeva su un territorio molto vasto.<\/p>\n<p>Dal punto di vista economico, la condizione determinata dalle deci\u00adsioni del vescovo Perrone si rivel\u00f2 ancora inadeguata. 136 ducati assegnati all&#8217;economo curato non solo venivano pagati dagli amministratori comunali fra molti mugugni, ma risultavano del tutto insufficienti per il decoroso sostentamento del sacerdote. Fu cos\u00ec che il vescovo Perrone ricorse ad una soluzione pi\u00f9 congrua. Approfittando della vacanza dell&#8217;arcipretura di Siderno Superiore, il 7 agosto 1837 dett\u00f2 un decreto con il quale, osservato che era giusto salvaguardare i diritti specialmente quelli delle tasse matrimoniali &#8211; dell&#8217;arciprete, ma che era altrettanto giusto tenere nella dovuta considerazione le aumentate incombenze dell&#8217;economo di Portosalvo, ne elevava lo stipendio a 60 ducati. Tale stipendio sarebbe stato a carico dell&#8217;arciprete, che l&#8217;avrebbe coperto con i 36 ducati annui del Comune e con i diritti disponibili. Qualora tale soluzione non fosse andata a genio all&#8217;arciprete pro-tempore, allora l&#8217;economo avrebbe avuto diretta\u00admente i 36 ducati pagati dal Comune ed avrebbe potuto disporre libera\u00admente di tutte le tasse incassate nell&#8217;esercizio delle proprie funzioni, anche di quelle fissate per la celebrazione dei matrimoni. L&#8217;accettazione esplicita di tale decreto &#8211; stabiliva il vescovo &#8211; era condizione indispensa\u00adbile per poter concorrere ali&#8217;arcipretura di Siderno Superiore.<br \/>\nPur non essendosi risolto il problema della parrocchia, la nostra chie\u00adsa, a mano a mano che cresceva il paese, andava assumendo un&#8217;impor\u00adtanza sempre maggiore. Essa veniva ora sottoposta a puntuale visita pastorale dall&#8217;ordinario di Gerace30, e, addirittura, il 19 maggio 1846, vide inginocchiati tra le sue mura i Reali di Napoli (Ferdinando II, Maria Teresa d&#8217;Austria ed il futuro Francesco II), i quali, arrivati a Siderno su una fregata a vapore, dopo essersi portati ad Agnana per visitare la miniera di carbon fossile ivi aperta, nel pomeriggio tornarono alla Marina, dove, ricevuti dal vescovo Perrone, si portarono in chiesa, &#8220;ed il pubblico fu edificato dalia religiosit\u00e0 del Suo Sovrano&#8221;.<\/p>\n<p>La visita del re e la considerevole folla che per l&#8217;occasione vi si radun\u00f2 fecero, per\u00f2, osservare, nuovamente, che la chiesa era veramente troppo piccola. In una relazione sullo &#8220;Stato delle chiese del Comune di Siderno&#8221;, firmata dal sindaco F.A. Falletti il 22-7-1847, si afferma che essa \u00e8 &#8220;in ottimo stato, ma insufficiente alla cresciuta popolazione per cui si sente il bisogno di erigersi in quella Marina una nuova chiesa pi\u00f9 grande&#8221;32. Per\u00f2, non si hanno notizie di iniziative in tal senso. Pi\u00f9 concretamente, invece, la Curia geracese operava per l&#8217;istituzione della parrocchia. Nel 1854, seguita la vacanza di S. Maria dell&#8217;Arco per la morte del parroco Giuseppe Nicola Falletti (13-7-1854), si diede avvio alle pratiche per il trasferimento alla Marina di quell&#8217;ente parrocchiale. Nuovamente, l&#8217;iniziativa fall\u00ec per la reazione dei parrocchiani33, ma il sospirato provvedimento &#8211; fattagli imboccare una strada diversa, quella dell&#8217;erezione <em>ex-novo &#8211; <\/em>sub\u00ec soltanto qualche anno di ritardo, il tempo per portare a compimento alcuni prelimi\u00adnari. Prima, il 14 maggio 1857, furono nominati cappellani soprannumerari di Portosalvo tutti i sacerdoti residenti nella Marina; poi, il 10 marzo 1858, l&#8217;amministrazione comunale dovette assumersi l&#8217;onere di elevare da 36 a 100 ducati annui la congrua del futuro parroco; il 18 luglio 1859 fu concesso il R. Beneplacito, e finalmente, il 12 agosto 1859, il vescovo Lucia eresse la parrocchia e nomin\u00f2 primo parroco don Vincenzo Audino, che prese possesso il 15 agosto.<br \/>\nIn verit\u00e0, tutto ci\u00f2 si port\u00f2 a compimento per l&#8217;insistenza del vescovo e la sensibilit\u00e0 delle autorit\u00e0 civili centrali. Poco entusiasmo ci fu a Siderno Superiore. Ivi, le autorit\u00e0 comunali mal sopportavano di doversi accollare la spesa di 100 ducati annui per la congrua del parroco. Esse, giustamente, osservavano che, per il mantenimento della parrocchia, si sarebbe potuto assegnare al parroco pro-tempore l&#8217;antico beneficio di Salvi e Pizzillini, del valore di 200 ducati. Tale beneficio, che era di R. Patronato, era stato assegnato, invece, al sacerdote Paolo Romeo, il filosofo, chiamato a Napoli ad esercitarvi l&#8217;insegnamento in un liceo. Anche il vescovo si era detto favorevole a tale soluzione, pronto, anzi, ad assegnare al Romeo, se gradi\u00adto, l&#8217;incarico di parroco di Portosalvo. Tuttavia, in attesa di verificare la disponibilit\u00e0 di tale beneficio, le autorit\u00e0 comunali si erano dovute piegare ad assumersi l&#8217;onere dei 100 ducati annui. Uguale malcontento proveniva dal clero, particolarmente dall&#8217;arciprete Marzano: fu lui il primo firmatario di un&#8217;istanza indirizzata il 25 marzo 1859 al sottintendente di Gerace per chiedere, almeno, &#8220;che l&#8217;affare [dell&#8217;erezione della parrocchia] si tempo\u00adreggiasse&#8221;. Malgrado tutto, la parrocchia fu comunque eretta. Nell&#8217;apposita bolla, il vescovo di Gerace, dopo avere adeguatamente illustrato la decisione di istituire la nuova parrocchia, ne indica i limiti territoriali e fissa le prerogative giurisdizionali dell&#8217;arciprete di Siderno Superiore, precisandole fin da ora anche per quando &#8211; come molti indizi fanno prevedere &#8211; la Marina dovesse separarsi amministrativamente dall&#8217;antico centro. Nello stesso documento il presule definisce &#8220;elegante&#8221; la struttura della chiesa e &#8220;preziosa&#8221; la suppellettile sacra di cui \u00e8 dotata.<\/p>\n<p>Questa era costituita da \u201cpezzi\u201d particolarmente apprezzati \u2013 un ostensorio d\u2019argento donato da Francesco Romeo \u201cBomba\u201d nel 1831, una croce astile donata da Domenico Romeo ; un ricco pallio ricamato in seta ed oro donato da marinai maioresi; alcuni quadri \u2013 e da oggetti quali pissidi, calici, turiboli. La seguente relazione dell\u2019economo curato Giuseppe Sarroino (il parroco Audino era evidentemente assente o infermo) ci raggua\u00adglia sullo stato della parrocchia nel 1862.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Le-due-Chiese.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-202\" title=\"Le due Chiese\" src=\"https:\/\/portosalvosiderno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Le-due-Chiese-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"251\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>L&#8217;antica e la nuova chiesa negli anni trenta del nostro secolo <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a9 <strong><em>A cura del Prof. Enzo D&#8217;Agostino<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ANTICA CHIESA SANTA MARIA DI PORTOSALVO II 22 ottobre 1671, dovendosi trasportare a Roma gli effetti personali del dimissionario vescovo geracese Vincenzo Vincentino, viene noleg\u00adgiata a Messina (ma il contratto fu firmato a Gerace, con atto pubblico rogato dal notaio Mario Gualtieri) la barca &#8220;Santa Maria di Portosalvo&#8221;, di padron Placido Romano. 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